Diritti
“Chi è il ragazzino di 11 anni fermato a Milano?”, “Allarme nelle vie dello shopping”, “Serve repressione”, “Alta tensione per il weekend”, “Arrivano i militari”, “Stretta sui ragazzi”, “Chi rompe paga” (e i cocci sono i suoi) “Roma come Milano”. «La vita reale la costruiamo noi ogni giorno. Dobbiamo trasformare depressione, senso di solitudine, paura e rabbia accumulati in mobilitazione concreta. Ciascuna esperienza individuale è preziosa, ma da sola rischia di consumarsi: deve farsi voce comune». Un giro tra i ragazzi in tenda, nella Città universitaria della Sapienza
Primo piano
Il 27 ottobre si vota in Israele. Davide Lerner: «Lo scenario più probabile oggi è una paralisi politica. Così il governo più incendiario di sempre rimarrebbe in carica in vista di un’ulteriore consultazione elettorale». Mohammad Hesham Huraini: «Se il governo vincesse sarebbe dieci volte peggio di quello che è stato finora. Se dovesse cambiare, non abbiamo speranze che la Palestina sia libera». Yael, A Place For Us: «Non credo che il cambiamento arriverà quest’anno, succederà nei prossimi cinque o dieci anni e ci stiamo lavorando»
Diritti
A ottant’anni dal primo voto femminile, tre libri riportano al centro le ventuno Costituenti e le donne della Resistenza: una genealogia che la scuola ha lasciato in didascalia e che il presente chiede di difendere, perché la parità, oggi, è applicata peggio di come è scritta